Cultura 

Musei pieni a Pasqua: Genova cresce ancora e la mostra “Il futuro di ieri” può diventare permanente

Boom di visitatori durante le festività pasquali, con un +19% rispetto al 2025. Successo per tutta la rete museale cittadina e numeri record per la mostra “Il futuro di ieri”, ora candidata a diventare un’esposizione stabile

Genova continua a correre sul fronte culturale e lo fa con numeri che raccontano una città sempre più attrattiva anche durante i ponti festivi. Il bilancio delle festività pasquali 2026 conferma un trend di crescita ormai consolidato: tra il 4 e il 6 aprile sono stati registrati 4.624 visitatori nei musei cittadini, con un aumento del 19% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un risultato che non riguarda un singolo polo, ma l’intero sistema museale, sempre più integrato e capace di intercettare pubblici diversi.

A trainare l’affluenza sono stati i Musei di Strada Nuova, cuore del sito patrimonio dell’umanità dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura, che hanno totalizzato 1.432 visitatori, seguiti dal Museo della Lanterna con 836 ingressi e dal Museo Archeologico Ligure con 660. Buoni risultati anche per Castello D’Albertis – Museo delle Culture del Mondo, il Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone e la Galleria d’Arte Moderna, confermando una distribuzione diffusa dei flussi su tutta la rete cittadina, dai poli centrali a quelli decentrati.

Ma il vero fenomeno di questa stagione è stato rappresentato dalla mostra “Il futuro di ieri”, un percorso espositivo capace di unire visioni del Novecento, architettura e installazioni multimediali, che ha conquistato pubblico e addetti ai lavori. L’esposizione ha raggiunto 7.820 visitatori e, proprio per l’elevata richiesta, la sua apertura è stata prorogata fino al Lunedì dell’Angelo. Ora si guarda già oltre, con l’ipotesi concreta di trasformarla in un allestimento permanente, anche alla luce delle numerose richieste di un catalogo e della volontà di consolidare il progetto nel tempo.

«Il successo di questa Pasqua non è frutto del caso, ma dell’architettura di un sistema che finalmente vede i musei genovesi dialogare come un unico, grande organismo narrativo» commenta l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari, che sottolinea come la crescita registrata sia il risultato di un lavoro strutturato capace di coniugare ricerca scientifica e visione gestionale. Un modello che, nelle intenzioni dell’amministrazione, punta a trasformare la cultura in un motore non solo identitario, ma anche economico.

Lo stesso assessore evidenzia il ruolo strategico della mostra, nata all’interno di un percorso dedicato alle trasformazioni urbane e realizzata anche grazie al contributo dell’assessora Rita Bruzzone. «Stiamo lavorando per rispondere alle richieste di cittadini e studiosi – spiega – valutando non solo la pubblicazione di un catalogo, ma anche la possibilità di rendere questo progetto un presidio culturale permanente».

Il dato che emerge con maggiore forza è quindi quello di una città che riesce a valorizzare il proprio patrimonio in modo sempre più coordinato, mettendo in rete musei, contenuti e narrazioni. Un sistema che funziona e che, numeri alla mano, sembra aver trovato una nuova centralità anche nel panorama turistico nazionale.

Foto di Jacopo Baccani


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